lunedì 22 febbraio 2010

USA – Giorno 5 – Verso Santa Barbara

Mercoledì 6 Agosto 2008 - San Simeon- Morro Bay - San Luis Obispo - Santa Barbara

Stamattina, a San Simeon, dopo esserci svegliati e aver fatto colazione nel motel, vicino alla piscina e intorno al fuoco, ci spostiamo nella spiaggia che si trova proprio di fronte, al di là della strada. Guardiamo dei ragazzi che fanno surf e ad un certo punto spuntano dall'oceano i delfini.



Ripartiamo in direzione sud e ci fermiamo a Morro Bay. Il porto non è bello, trovandosi proprio di fronte ad una centrale e alle sue ciminiere. La particolarità di questo luogo è un enorme masso di origine vulcanica situato nell'oceano, collegato alla riva solo da una striscia di sabbia.


Passeggiamo sulla spiaggia dove vediamo scoiattoli, raccogliamo conchiglie e incontriamo altri surfisti.
Ripartiamo quindi per San Luis Obispo. E' una cittadina abbastanza piccola, ma carina. C'è una via centrale con molti negozi e la chiesa della Mission San Luis Obispo de Tolosa.


Ci fermiamo a pranzare in un bar dove mangiamo dei panini untissimi di burro e dove assistiamo all'arresto di un giovane, forse ubriaco, che sta importunando alcune persone. I poliziotti entrano dal retro, con la scusa del caffè e dopo un po' riescono a farlo uscire e ad ammanettarlo.
Prima di lasciare la città ci fermiamo qualche minuto in un negozio di chitarre.
Proseguiamo in direzione Santa Barbara. Lungo la strada vediamo vigne, ulivi e case molto belle.
Arrivati a Santa Barbara fatichiamo a trovare un motel che non sia troppo caro e finalmente troviamo tre camere al "Fiesta Inn", che è un po' lontano dal mare, brutto e anche un po' sporco, ma ci accontentiamo.


Usciamo per la cena e dopo aver girato un po' scegliamo un ristorante messicano. Dopo cena facciamo una passeggiata sul molo, dove ci colpiscono dei cartelli di divieto che impediscono di andare sul molo con lo skateboard o coi tacchi.

venerdì 19 febbraio 2010

USA – Giorno 4 – San Francisco - Monterey – Big Sur

Martedì 5 Agosto 2008 - San Francisco - Monterey - Big Sur

Oggi lasceremo San Francisco. Dopo aver fatto il check-out e aver depositato le valige, prendiamo due taxi e andiamo al Golden Gate Park, dove visitiamo il Japanese Tea Garden e il Botanic Garden, dove vediamo moltissimi scoiattoli.



Torniamo quindi in hotel a prendere i bagagli e ci dirigiamo alla Hertz, che si trova all'interno del "Marriott Hotel", dove prenderemo la macchina. Arriviamo verso le 11 ma ci mandano via, dato che la prenotazione è per le 12. Allora posiamo le valige al "Marriott" e ne approfittiamo per fare un giro.
Purtroppo ci sono dei problemi con la consegna della macchina, così attendiamo nella lobby dell'hotel fino oltre le 13, finché finalmente arriva la Kia Sedona, una grande monovolume bianca che ci accompagnerà per il resto del viaggio.
Riusciamo a fatica a caricare tutte le nostre valige, incastrandole, e partiamo in direzione sud. La macchina è grande, a me e alla mia amica che siamo sedute in ultima fila sembra di essere lontanissime dai nostri mariti seduti davanti. Mangiucchiamo in continuazione patatine e biscotti.
Facciamo una prima tappa a Monterey, dove visitiamo il Fisherman's Wharf.


La zona del porto è molto carina, con tanti piccoli bar e negozi.


Anche lì vediamo dei leoni marini e delle otarie. Pensavamo però che ci fosse molto più da vedere in questa città, forse dovremmo visitare meglio il centro e la baia, ma dobbiamo proseguire, dato che vorremmo arrivare a San Luis Obispo.
Percorriamo tutta la strada costiera, chiamata Big Sur, dove ammiriamo panorami mozzafiato. Ci sono scogliere che ricordano quelle dell'Irlanda, anche se in versione più estesa. Ci fermiamo spesso per fare delle foto.


Ad un certo punto, essendo la meta ancora lontana, decidiamo di cercare un paese per fermarci lì a dormire, purtroppo però lungo la via incontriamo pochissimi paesi, tra cui alcune che ci paiono città fantasma, come Lucia e Gorda, dove non si vede neanche una casa.
Giungiamo finalmente a Ragged Point, dove c'è un Inn e un ristorante. Purtroppo hanno solo due camere, perciò decidiamo di fermarci a cenare e poi proseguire alla ricerca di un posto dove passare la notte.
Mentre ceniamo giunge l'ora del tramonto, che da quel luogo ci appare davvero spettacolare.


Dopo cena ripartiamo e arriviamo a San Simeon, dove nel giro di pochi metri ci sono molti Motel. Prendiamo tre camere al "Quality Inn", che ci sembra molto accogliente. Domani cercheremo di arrivare a San Luis Obispo, il resto sarà una sorpresa.

giovedì 18 febbraio 2010

USA – Giorno 3 – San Francisco - Sausalito

Lunedì 4 Agosto 2008 - San Francisco - Sausalito

Oggi vogliamo andare a Sausalito, attraversando il Golden Gate.



Andiamo con il Cable Car nei pressi del Fisherman's Wharf, dove decidiamo di affittare le bici. Il percorso per arrivare a Sausalito è abbastanza lungo, ma farlo in bici è anche più emozionante.


Passando da Marina, una zona residenziale della città, arriviamo al Golden Gate.




Lo attraversiamo, poi lungo una discesa con molte curve raggiungiamo Sausalito. La cosa incredibile è che a Sausalito c'è il sole e fa quasi caldo, mentre guardando verso San Francisco si vede la nebbia che avvolge la città.


Facciamo una passeggiata lungo il mare, mangiamo un panino in un bar e ritorniamo indietro. Il ritorno è molto più faticoso dell'andata, infatti per un lungo tratto camminiamo portando la bici.
Dopo aver restituito le bici torniamo in hotel a darci una rinfrescata quindi usciamo nuovamente per vedere qualche negozio. Visitiamo un centro commerciale labirintico.
Usciamo quindi per la cena. Scegliamo un locale nei pressi dell'albergo, "Sam's Grill". E' molto strano, organizzato in tanti scomparti simili a quelli dei vecchi treni, separati da divisori di legno. Ogni tavolo si trova in un diverso scomparto. Sembra di essere in un film di mafiosi. Anche stasera mangiamo dell'ottimo pesce, in particolare assaggio un pesce, che non conoscevo, chiamato petrale: una specie di sogliola. Dopo cena, a causa del freddo, torniamo subito in albergo.
Il nostro hotel è molto carino, escludendo il problema dell'allarme che suona ogni volta che facciamo la doccia. Nella zona della reception ci sono due divani comodissimi e un caminetto, in cui arde della legna finta, dato che si intravede il tubo del gas. Ci sono scaffali pieni di vino e ogni sera vengono organizzate degustazioni, a cui purtroppo non riusciamo mai a partecipare. Su un mobile c'è una piramide di mele a disposizione degli ospiti. La colazione viene servita lì, dove c'è solo un altro tavolo con quattro sedie. Da due mattine qui incontriamo una coppia di persone, che avranno l'età dei miei genitori, lei italiana e lui credo americano. Sono molto simpatici e ogni giorno ci scambiamo consigli sulla città.

mercoledì 17 febbraio 2010

USA - Giorno 2 - San Francisco

Domenica 3 Agosto 2008 - San Francisco

La mattina inizia in modo stranissimo. Mentre ci facciamo la doccia inizia a suonare l'allarme antincendio della nostra camera, forse a causa del vapore.
Scendiamo nella hall dell'hotel dove consumiamo la colazione, in piedi: caffè, succo di frutta e mini-muffins buonissimi.
Partiamo quindi alla scoperta della città, su e giù per le sue ripide strade.
Iniziamo da Nob Hill dove visitiamo la Grace Cathedral, quindi arriviamo a Lombard Street, una via in salita famosa per gli stretti tornanti, decorata da ortensie.



Camminando vediamo le case tipiche di San Francisco. Sono tutte di legno e se da lontano sembrano belle, guardandole da vicino si può notare che, in generale, sono molto poco curate.
Scendiamo quindi verso il porto. Si vede in lontananza il Golden Gate, in parte nascosto dalla nebbia, e l'isola di Alcatraz.


Arriviamo sul mare, al Fisherman's Wharf, dove troviamo un grande negozio di caramelle. Non riusciamo a resistere e compriamo tantissime caramelle taffy di ogni gusto e colore.
Raggiungiamo quindi la zona più turistica della città: il Pier 39, sede di numerosi negozi e locali. Io e la mia amica ci compriamo delle meravigliose mele ricoperte di cioccolato.
Vediamo una colonia di leoni marini che si riposano sul molo.


Proseguiamo quindi verso North Beach, la zona italiana, la stessa che abbiamo visto ieri sera mentre cercavamo un ristorante per la cena. Entriamo nella Saints Peter and Paul Chuch, dove stanno celebrando la messa in Italiano.
Arriviamo quindi alla libreria City Lights Book Store e al vicino caffè Vesuvio, famoso per essere stato frequentato dagli scrittori della Beat Generation.


Lì vicino si trova il quartiere di Chinatown. Come in tutte le Chinatown, che ho visitato finora in varie città, mi colpisce il grande disordine che regna e lo sporco.


Ci fermiamo a pranzare in un ristorante cinese, sperando che sia un po' meglio di quelli che sono in Italia, ma purtroppo constatiamo che i piatti sono simili. Non mi piace molto.
Dopo pranzo ci avviciniamo alla zona commerciale. Visitiamo la Sony, e poi Union Square, dove si trovano altri negozi tra cui il Levi's Store.


Oggi abbiamo camminato tantissimo, ma purtroppo visto molte meno cose di ciò che speravo.
Torniamo in hotel dove ci riposiamo un po', poi usciamo per cena. Per trovare un ristorante facciamo un giro un po' strano, che ci porta a passare nella zona degli uffici e delle banche. E' una zona un po' buia, non ci piace tanto, quindi appena riusciamo ci riportiamo sulle vie conosciute. Arriviamo al Pier 39 dove però, essendo già le 22, molti ristoranti stanno chiudendo. Così scegliamo un locale consigliatoci dal receptionist dell'hotel, che si trova al Pier 43: "Scoma's". Mangiamo del pesce ottimo, io assaggio l'halibut, un pesce dell'Alaska.

martedì 16 febbraio 2010

USA - Giorno 1 - Da Milano a San Francisco

Sabato 2 Agosto 2008 - Milano - Philadelphia - San Francisco

Finalmente si parte per il tanto sospirato viaggio in America. Io, Francesco e due coppie di amici partiremo verso le 10 dall'aeroporto di Milano Malpensa. Abbiamo tutti la maglietta uguale, con raffigurati gli Stati Uniti e intorno dei personaggi, in stile South Park, che rappresentano ognuno di noi. Siamo bellissimi e tutti quelli che ci incontrano ci guardano stupiti.




Verso le 15:30, ora locale, arriviamo a Philadelphia, dove dobbiamo fare tutte le pratiche per l'immigrazione negli Stati Uniti. Anche i poliziotti americani, dopo quelli Italiani, sono molto divertiti alla vista delle nostre magliette.
Facciamo uno spuntino di sushi, prima di salire sul prossimo aereo. Non avevo realizzato che da qui a San Francisco dovremo volare altre sei ore e siamo già un po'stanchi.
Dormiamo quasi per tutto il tempo del volo, ad un certo punto sorvoliamo un Canyon. Chissà se è il proprio Grand Canyon che vedremo tra qualche giorno.
Arriviamo a San Francisco all'"Hotel Vintage Court". Siamo distrutti, sono passate quasi ventiquattro ore da quando siamo partiti e quando arriviamo a San Francisco è circa l'ora di cena. Vorrei tanto andare a dormire, ma decidiamo di sforzarci di uscire, per entrare subito in confidenza col nuovo fuso orario.
Arriviamo a piedi fino al Fisherman's Warf, dove cerchiamo un posto per cenare. Purtroppo, avendo molta fame, facendo un gran freddo ed essendoci il vento, ci infiliamo nel primo ristorante di pesce che troviamo, che purtroppo è un ristorante italiano. Nessuno di noi ama andare nei ristoranti italiani all'estero, è contro la nostra idea di vacanza e di conoscenza della cultura locale, ma a San Francisco è difficile trovare un ristorante non italiano. Alla fine va comunque bene perché evitiamo i piatti italiani e mangiamo del buon pesce. Peccato per il padrone, un po' invadente, che appena ha capito che eravamo italiani ha voluto tediarci con la sua storia di emigrante arricchito.

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