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giovedì 1 marzo 2012

Il Perito Moreno azzurro e i fenicotteri rosa


Giorno 3 - Martedì 6 Dicembre 2011



Oggi faremo il mini-trekking sul ghiacciaio Perito Moreno. Forse quando ieri abbiamo prenotato non ero ben cosciente di cosa si trattasse. Quando stamattina Francesco mi spiega che dovremo metterci i ramponi e camminare sul ghiaccio vorrei strozzarlo.
Torniamo nei pressi del ghiacciaio con un pullman e con una barca ci avviciniamo al lato Sud.





Lì ci aspetta una guida che ci accompagna ad un rifugio dove possiamo lasciare le nostre cose e dove ci fanno indossare i guanti per non rischiare di rimanere con le dita incollate al ghiaccio.
Camminiamo poi nel bosco fino a un punto in cui ci aiutano ad indossare i ramponi.



Da lì iniziamo il trekking. Siamo gruppi di una decina di persone, la guida ci spiega le tecniche per camminare coi ramponi in salita e in discesa. All'inizio sembra difficile ma poi riesco a procedere senza problemi.





Oggi a differenza di ieri il cielo è nuvoloso ma ciò fa risaltare ancora di più il colore azzurro intenso del ghiacciaio che risalta maggiormente nelle crepe, chiamate 'sumideros'. Attraversiamo numerosi rivoli d'acqua.



Purtroppo continua a piovere, in alcuni punti addirittura nevica e tira un fortissimo vento. Non è facile camminare in queste condizioni. Mi sento il viso gelato.
Camminiamo per un'ora e mezza o forse più. E' un'esperienza meravigliosa, non avrei mai potuto immaginarlo.
Quando arriviamo in un punto abbastanza alto, prima di scendere, ci offrono un bicchiere di whisky da bere con il ghiaccio del ghiacciaio.

In questi due giorni, grazie alle varie guide, abbiamo imparato varie cose riguardanti i ghiacciai. Il complesso dei ghiacciai argentini e cileni è il terzo nel mondo, dopo Antartide e Groenlandia. In Argentina il Perito Moreno è il terzo ghiacciaio più grande dopo Viedma e Uppsala. É strano che si trovino ghiacciai qui, dato che non ci troviamo in alta montagna, ma siamo solo a 180m, e non siamo troppo a Sud, ma il tutto è causato dalle correnti dell'Oceano Pacifico. Ci hanno detto che nel ghiacciaio c'è una zona definita "di accumulazione", dove si sedimenta la neve, e una definita "di ablazione", in cui si staccano i pezzi di ghiaccio. Il Perito Moreno è comunque abbastanza stabile.

Nel tardo pomeriggio torniamo a El Calafate. Dopo esserci cambiati i vestiti completamente bagnati dalla pioggia e dal vento andiamo a Laguna Nimez, che si trova vicinissimo al nostro B&B. La laguna è una riserva naturale, dove si trovano moltissime specie di uccelli, in particolare i fenicotteri rosa. Erano anni che volevo vederli, sono meravigliosi!





Facciamo un giro nel centro della cittadina. Chiamarlo centro è forse un po' pretenzioso, dato che si tratta di una corta via principale. Facciamo qualche acquisto nel mercatino dell'artigianato locale e concludiamo la giornata con un'ottima grigliata e un fantastico Malbec.



Link Utili:
Hielo y Aventura: organizza i trekking sul Perito Moreno.

venerdì 10 febbraio 2012

Suoni di ghiaccio e bacche di Calafate

Giorno 2 - Lunedi’ 5 Dicembre 2011

Alle 4:30 patiamo per tornare all’Aeroparque. Il check-in lo abbiamo già fatto per cui è (quasi) sicuro che il nostro volo parta all’ora stabilita.
Alle Aerolineas ci rimbalzano in mille uffici prima di darci il rimborso del taxi come promesso
Facciamo colazione in un bar dell’aeroporto con le fantastiche medialunas, che sono piccoli deliziosi croissants di burro puro.
Il volo per El Calafate dura circa 3 ore, con uno scalo tecnico a Tralew. Sembra di essere su un autobus di linea.
L’aeroporto è piccolissimo, si trova in realtà a circa 20km dalla cittadina.
Insieme ad altre persone prendiamo un remis che fa il giro di tutti gli hotel e ci porta fino al B&B dove soggiorniamo: “Casa de Grillos”.
Ad accoglierci c’è Alejandro che ci mostra la casa. E’ una casa semplice, ma accogliente e pulita. Dispone di un salotto comune con una piccola biblioteca a tema patagonico.
Gli chiediamo informazioni per i tour al ghiacciaio Perito Moreno e ci dice di sbrigarci perché l’ultimo pullman parte alle 13:30. Attraversando la cittadina, che ancora non conosciamo, arriviamo di corsa alla stazione dei pullman e scopriamo che l’ultimo bus è partito alle 13. Continua la maledizione dei mezzi in anticipo. Vediamo che ci sono alcune agenzie e mentre decidiamo a quale di queste rivolgerci, in modo da non perdere completamente questa giornata, vediamo arrivare Alejandro che è venuto a cercarci perché nel frattempo ha saputo che il bus è già partito e ha già contattato un’agenzia trovandoci al volo un’alternativa. E’ stato incredibilmente gentile ad aiutarci così tanto. Andiamo all’agenzia dove sta partendo il tour al ghiacciaio e dove riusciamo anche a prenotare il minitrekking di domani.
Partiamo con un piccolo gruppo di persone e Marcelo, l’autista-guida. Il Perito Moreno dista circa 80 Km che percorriamo senza quasi incontrare abitazioni, tranne una piccola fattoria.
Per prima cosa costeggiamo il Lago Argentino caratterizzato da un brillante colore azzuro.



Il paesaggio è piuttosto brullo e inizia a popolarsi di piante man mano che ci avviciniamo al ghiacciaio. Durante il percorso incontriamo anche parecchi animali, come lepri, puzzole e un tipo di uccello rapace chiamato carancho, che si apposta sulle strade per mangiare gli animali che vengono schiacciati dalle macchine.



Marcelo ci spiega anche il significato del nome della città di El Calafate. Il calafate è un arbusto locale che produce bacche simili ai mirtilli da cui si realizzano marmellate e liquori. Dice la leggenda che chi beve il liquore di calafate prima o poi tornerà in questi luoghi.
Ad un certo punto del viaggio arriviamo ad una curva chiamata propriamente “Curva dei sospiri” infatti non appena svoltiamo ci appare uno spettacolo indescrivibile: una distesa infinita di ghiaccio che lascia veramente senza fiato.



Ci fermiamo per fare alcune foto da questo punto che è ancora abbastanza lontano e poi arriviamo fino a un luogo in cui si trova una struttura di passerelle proprio di fronte al ghiacciaio, il quale si erge come un muro sopra al lago.



Rimaniamo veramente senza parole. Restiamo ore ad ammirare i suoi riflessi azzurri, in questa bellissima giornata di sole.
Il ghiacciaio è come vivo: oltre a guardarlo lo ascoltiamo anche, e’ come se parlasse mentre pezzi di ghiaccio cadono dalla suo interno.
Riusciamo anche a vedere alcuni pezzi che si staccano nella parte esterna affacciata sul lago. Uno spettacolo della natura.
Nonostante il sole fa molto freddo, c’è un vento è gelido.
Torniamo a El Calfate verso le 20:30. Non ci sembra sia già così tardi, ma siamo molto a sud e siamo in estate, il sole qui tramonta verso le 22:30.
Chiediamo consigli su dove cenare a Marta, la moglie di Alejandro, che ci suggerisce El Cucharon. Si tratta di un ristorante non molto grande che si trova un po’ fuori dalla via principale.
Assaggiamo il cordero patagonico alla griglia che piace moltissimo anche a me, nonostante io non ami molto la carne di agnello e una fantastica torta di mele, che ci dicono essere tipica di qua, assaggiando per la prima volta il divino dulce de leche.

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