domenica 5 settembre 2010

La mia casa, per meno di un mese

La settimana scorsa sono tornata dopo la pseudo-vacanza Svizzera, dopo le prove generali per la vita futura. Ho iniziato l'ultimo mese di lavoro che sarà l'ultimo mese che trascorrerò qui, nella mia casa.
E' vero che io ho un po' la tendenza al dramma, però lo sto vivendo davvero malissimo. Non pensavo che avrei faticato così tanto a staccarmi da questo posto. La vita in questa città non è mai stata molto facile e non mi sono mai completamente abituata. Forse perchè arrivavo da un paese e adattarmi al modo di vivere della città non è stato semplice. Sono arrivata qui da studente, quindi abbastanza giovane. Finchè ho vissuto nelle case con gli altri studenti, tornavo comunque a casa dei miei tutte le settimane e vi trascorrevo tutta l'estate. Proprio l'idea di passare del tempo extra qui non mi passava per la mente e come me facevano i miei coinquilini e tutti gli altri miei amici studenti fuori sede.
Ho iniziato a stare meglio in questo posto proprio quando mi sono trasferita in questa casa, la nostra casa, quella che io e Francesco ci siamo piano piano "costruiti" aggiungendo mobili e pezzettini di noi. E ora l'idea di lasciarla mi fa stare malissimo.
Ogni sera mi trovo a fissare una stanza, una parete, un oggetto pensando "meno di un mese" e puntualmente mi scende una lacrima.

lunedì 23 agosto 2010

Finalmente il sole! ... gli amici e i lamponi


Finalmente, dopo giorni e giorni di pioggia, in cui mi chiedevo come fosse possibile intorno a Ferragosto uscire con maglia e giubbotto, è tornato il sole, che mi ha regalato un fantastico weekend.
Il weekend è iniziato venerdì con una cena in centro con i nuovi amici, che per ora sono i colleghi di mio marito, ma bisogna pur iniziare da qualche parte no? Il più simpatico di tutti è Oliver, un ragazzo svedese-slovacco che parla un sacco di lingue.
Insieme a lui e altri tre abbiamo cenato in un locale di cibo asiatico. E' bello perchè in questa città cosmopolita oltre a conoscere persone di ogni nazionalità e anch possibile assaggiare qualunque genere di cibo. Chiaramente non mancano i ristoranti italiani, come in ogni altro angolo del mondo.
I locali asiatici sono anche moltissimi e alcuni di questi servono selezioni di cucine di vari luoghi, per esempio nello stesso posto è possibile trovare soba giapponesi, curry thailandesi e ravioli al vapore cinesi. Venerdì siamo andati al Wagamama, ma ho trovato ancora migliore quello in cui siamo stati un po' di tempo fa, il Lily's. Oltre ad aver assaggiato degli ottimi piatti sono molto curati anche gli ambienti, seppur molto informali e moderni, ma pulitissimi e con le cucine a vista.
La serata si è conclusa in un club, per raggiungere un altro amico, dove mi sono resa conto di essere vecchia, o forse solo cambiata. Non sopporto quel genere di musica da ballare, sarà che io amo il rock, perciò quel genere di musica, che per me non dovrebbe neanche chiamarsi musica, proprio non lo sopporto. Così me ne sono stata in disparte insieme ad un'altra ragazza sorseggiando i nostri cocktail e discutendo sul fatto che molte delle canzoni che stavamo ascoltando erano remix di canzoni che suonavano nelle discoteche all'epoca in cui noi le frequentavamo, cioè ormai quasi vent'anni fa.
Sabato ne abbiamo approfittato per dormire e recuperare un po' di sonno perso durante il rapidissimo viaggio fatto in Puglia a metà settimana, in occasione del matrimonio di una coppia di amici.
Quando finalmente ci siamo svegliati ed abbiamo visto un sole splendido non abbiamo avuto dubbi: siamo usciti e siamo andati diretti al parco di fronte al Chinese Garden, tutto il giorno a prendere il sole, leggere e rilassarci.
La giornata si è di nuovo conclusa con una serata tra amici, stavolta però a casa nostra. Il fatto è che avendo la casa quasi totalmente vuota e disponendo solo di un tavolo e quattro sedie non possiamo invitare più di due persone per volta. Francesco ha preparato le pizze e siamo semplicemente rimasti in terrazza a chiacchierare.
Domenica mattina c'era di nuovo il sole. Siamo così partiti alla volta di Luzern, o Lucerna, dove avremmo già voluto andare la settimana scorsa.
E' una città molto carina, anch'essa affacciata sul lago. Forse più tranquilla di Zurigo, mi è sembrato di intuire che sia una tipica località di villeggiatura svizzera.
Abbiamo passeggiato sulle rive del lago e per le piccole vie interne, su cui si affacciano molte case con bellissime facciate affrescate.
Abbiamo attraversato i due ponti di legno coperti e poi siamo saliti fino alle mura.



Quando siamo tornati a casa, non ancora stanchi della giornata, abbiamo preso le bici e abbiamo raggiunto una fattoria qui vicino, dove vendono lamponi ed altri frutti di bosco. La cosa divertente è che bisogna raccoglierseli. Questa cosa mi ha riportato indietro di tantissimi anni, quando mia nonna mi mandava nell'orto a raccogliere i lamponi da mangiare a cena. Solitamente però erano più i lamponi che mangiavo direttamente dalla pianta che quelli che raccoglievo.



lunedì 16 agosto 2010

Rheinfall e Konstanz

Ieri era ferragosto e avevamo intenzione di fare una gita di un giorno in qualche città non troppo lontana, come Luzern o Basel. Le previsioni del tempo per quelle città erano pessime, così abbiamo cambiato destinazione al volo scegliendo di dirigerci verso la zona est della Svizzera che era quella dove erano previste piogge più leggere.
Ci siamo fermati alle Rheinfall, le Cascate del Reno, che sono le cascate più estese d'Europa.



Sarà per il fatto che ultimamente ha piovuto molto, ma le cascate sono davvero spettacolari. Non sono molto alte, ma la loro potenza è impressionante.




E' possibile vederle da diverse altezze, grazie a varie piattaforme.
Volendo, con una barca, si può raggiungere una specie di isola proprio in mezzo alla cascata.
La corrente è fortissima, quasi spaventosa. La massa d'acqua sembra poterci travolgere in un attimo.





Le abbiamo ammirate da ogni angolazione, anche dall'altra parte del fiume, dove certamente appaiono meno spettacolari, ma da dove si gode di uno splendido panorama.











Finito il giro abbiamo deciso di spostarci ancora un po' ed arrivare a Costanza, sull'omonimo lago, attraversando quindi il confine con la Germania.
Io della Germania finora avevo visitato solo Monaco di Baviera, quindi non mi dispiace riuscire a vedere anche altro, dato che da qui non è così distante.
Abbiamo fatto un giro per le vie della città, visitato la cattedrale e passeggiato sulle rive del lago.

















P.S. purtroppo non ho ritrovato la mia macchina fotografica :(
Ho usato quella di Francesco, che pur essendo più bella è un po' scomoda da portarsi in giro ogni giorno


domenica 15 agosto 2010

Il compleanno, la Street Parade, la macchina fotografica e il ristorante indiano

Ieri era il compleanno di Francesco. Dopo anni in cui ha passato il compleanno nei posti tra i più belli o famosi della terra, tra i quali il deserto australiano, Parigi, il Bryce Canyon e Kyoto, quest'anno l'abbiamo passato a casa, anche se la casa nel frattempo è cambiata.
Purtroppo era anche una giornata fredda e piovosa, ma nel tardo pomeriggio abbiamo deciso comunque di vedere com'era quest'evento e soprattutto la gente che vi partecipava.
Siamo andati in centro e siamo stati travolti da questa folla colorata, vestita in modi strani, con acccessori di ogni sorta.
Siamo rimasti poco perché la musica techno non ci piace proprio e siamo andati a festeggiare il compleanno con una cena a due, in un ristorante Indiano, Khan's, dove la cucina è veramente ottima.
Peccato che durante la cena abbiamo scoperto di non avere più la macchina fotografica, che probabilmente non abbiamo ben custodito e ci è stata sfilata dalla borsa o da una tasca mentre eravamo immersi nella folla. Per noi aveva un valore affettivo, inoltre era la piccola macchina che portavo sempre con me.

venerdì 13 agosto 2010

La casa svizzera

Ieri, a causa del brutto tempo, sono stata quasi tutto il giorno in casa. Siamo a Ferragosto ma sembra di essere a ottobre. Mi sembra strano dormire con la coperta e uscire con la giacca.

Vorrei parlare un po' delle case Svizzere, o meglio, le case di Zurigo, o ancora più precisamente le case che abbiamo visto per poi scegliere questa in cui viviamo ora.
Intanto, da ciò che ho capito, qui non è così usuale come da noi in Italia comprarsi una casa, almeno, ciò è quello che abbiamo intuito parlando con un po' di persone.
Gli appartamenti sono più bassi di quelli a cui siamo abituati, di circa trenta centimetri, infatti saremo costretti a ricomprare alcuni mobili, dato che i nostri sono troppo alti.
Ogni casa è già dotata di cucina, che viene installata nel momento stesso in cui viene costruita.
Ovviamente, come ovunque dove non sia Italia, non esistono i bidet e occorre affidarsi unicamente alla doccia.
E' rarissimo avere la lavatrice in casa. C'è quasi sempre un locale lavanderia dove, nella maggior parte dei casi, le lavatrici sono comuni. Noi per fortuna abbiamo le nostre lavatrice e asciugatrice private, che comunque sono situate in un locale condiviso con altri due vicini.
In ogni casa c'è poi la stanza-parcheggio delle biciclette, perché come dicevo l'altro giorno tutti sono abituati ad usare la bici.
Ultima stranezza: nella zona delle cantine c'è sempre una porta blindatissima che resta aperta, ma in caso di necessità può trasformare il sotterraneo in un rifugio antiatomico.

Oggi ho fatto un giro per la zona di Oerlikon, dove c'era scritto esserci il Weltmarkt, il Mercato del Mondo che si svolge una volta al mese. Dopo dieci minuti avevo già finito il giro. Il mercato era piccolissimo, mi aspettavo tante cose tipiche del mondo, invece c'era solo un po' di bigiotteria, qualche vestito brutto, un po' di specialità gastronomiche e tanti indiani che cucinavano.



In alcune zone della piazza del mercato si trovano pavimenti a scacchiera, dove le persone si fermano a giocare utilizzando gli scacchi giganti contenuti nelle apposite casse.



Poi sono tornata in centro dove fervono i preparativi per la Street Parade di domani. Chissà quanta gente arriverà. Non è proprio il genere di manifestazione a cui mi piace partecipare, ma un giro lo farò, anche solo per vedere com'è.

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